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Garry Winogrand nasce nel 1928 nel Bronx a New York, dove vive e lavora per la maggior parte della sua vita e si afferma come fotografo.  

Dopo gli iniziali e brevi studi di Pittura alla Columbia University scopre il mondo della fotografia alla quale si dedica incessantemente fino alla sua precoce morte, avvenuta all’età di 56 anni. 

Per alcuni anni lavora come foto-giornalista freelance e come fotografo pubblicitario, per poi dedicarsi prevalentemente e incessantemente alla fotografia della vita quotidiana della sua città. 

Garry Winogrand
Garry Winogrand. Radio City. 1961

Universalmente riconosciuto come uno dei maggiori interpreti della Street Photography americana degli anni ’60 e ’70 – intollerante alle etichette odia in realtà il termine fotografo di strada, si considera semplicemente un fotografo – realizza un impressionante e capillare lavoro di documentazione della vita quotidiana per le strade americane, sopratutto New York e Los Angeles, dove si trasferisce nel 1978. 

Agli inizi degli anni sessanta il suo stile e le sue tematiche emergono e si affermano, tanto da esporre al Museum of Modern Art già nel 1963. Il celebre museo di arte moderna ospiterà successivamente altri suoi lavori, The Animals nel 1969 e Public Relations nel 1979.

Garry Winogrand
Garry Winogrand. New Work. 1968

Le sue immagini, istintive e dalla composizione grandangolare spesso azzardata lasciano avvicinare incredibilmente l’osservatore al soggetto.  L’impressione di vicinanza che se ne trae non è dovuta ad una presunta invisibilità del fotografo. Anzi, se si osserva Winogrand al lavoro per la strada (si trovano alcuni interessanti documentari su youtube.com) , si vede che è proprio l’opposto: Winogrand non fa nulla per nascondere il fatto che sta fotografando e spesso cerca, dopo lo scatto, un contatto visivo con il soggetto fotografato, sempre con il sorriso e la leggerezza che fa sembrare del tutto normale quello che sta facendo.

Garry Winogrand. Los Angeles. 1969
Garry Winogrand. New York.

E’ interessante notare che solo qualche anno prima un altro grande maestro della fotografia di strada , William Klein , proprio con il suo lavoro su New York rompe le regole e i formalismi fino allora dominanti (mi riferisco alla teoria del momento decisivo e dell’invisibilità del fotografo propria della fotografia di Cartier-Bresson) attraverso l’uso di ottiche grandangolari abbastanza spinte (24-20mm), della grana pronunciata e di tagli – solo apparentemente casuali – del tutto estranei al rigore formale della composizione bressoniana. In questo sicuramente Winogrand si avvicina più a Klein – anche se all’epoca non conosce il suo lavoro – che a Bresson.

Winogrand è ispirato piuttosto, per sua stessa ammissione, da lavoro di Walker Evans e Robert Frank. Sicuramente sono anni in cui il linguaggio fotografico sta sperimentando  – su diversi fronti contemporaneamente – nuove forme espressive che siano in grado di documentare la trasformazione della società.

Le immagini di Winogrand sono contraddistinte da una straordinaria capacità di osservazione del carattere e del comportamento umano e restituiscono il ritratto e l’atmosfera di un’intera epoca mettendo a nudo la società americana, con i propri vizi e le proprie virtù.

Garry Winogrand
Garry Winogrand. Central Park Zoo, New York. 1967
Garry Winogrand
Garry Winogrand. Beverly Hills. 1978

É tra i più prolifici fotografi mai esistiti. Per lui scattare è una vera e propria necessità vitale, rispetto alla quale non può in alcun modo trattenersi. Alla sua morte lascia un enorme archivio inedito di 300 mila foto in gran parte non sviluppate, alcune delle quali sono state poi raccolte ed esposte al Museum of Modern Art e pubblicate nel volume “Winogrand, Figments from the Real World”.

In questo aspetto legato alla sua voracità di immagini e di “trascuratezza” nello sviluppare ed editare il proprio lavoro mi ricorda molto, ponendosi quasi come suo alter ego maschile, la figura e l’opera di Vivian Maier.

Garry Winogrand. New Work City. 1968

Come abbiamo detto Winogrand è refrattario alle etichette e alla celebrazione del proprio lavoro in senso artistico. Per lui la cosa più importante è fotografare la vita e non perdersi un attimo di quello che gli succede intorno. Per lui ogni cosa è fotografabile e non cerca significati profondi, artistici o sociali dietro ogni suo scatto. Piuttosto, ritiene che le fotografie sono qualcosa di diverso dalle cose fotografate e una volta scattate hanno una vita a sé.

Dal documentario All Things are Photographable si può avere un’idea di questa sua filosofia di vita e di lavoro :

Garry Winogrand: All Things are Photographable OFFICIAL TRAILER da Pieshake Pictures su Vimeo.


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